In questi giorni la Manovra finanziaria correttiva 2011-2012 di 25 miliardi di euro è stata votata al Senato ed è passata alla Camera per l’approvazione.
Il Decreto-Legge 31 maggio 2010, n. 78 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, modificato e integrato con il maxi-emendamento governativo e, pertanto, definito e “blindato” in un nuovo testo è stato approvato al Senato con il voto di fiducia.
La Camera valuterà il provvedimento, approvato al Senato e condiviso e “validato” dall’Ecofin, per passare successivamente al richiesto voto di fiducia. Una manovra finanziaria, pensata in pochi giorni dietro “prescrizione” dell’Unione Europea, proposta con Decreto legge, basata sulla logica dei tagli lineari di spesa e strutturata per essere prima blindata e poi sottoposta alla fiducia parlamentare, prima al Senato e poi alla Camera, non poteva assumere in fase di conversione in legge una configurazione sostanzialmente diversa da quella originaria del Decreto-legge.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tremonti, confortato dall’Ecofin, dopo aver definito la manovra “giusta nel tempo, nel quanto e per come uscirà dal Parlamento” ha tenuto i saldi invariati e il Governo ha recepito solo alcune modifiche, seppure a volte significative, senza stravolgere la struttura del provvedimento.
La Confsal aveva valutato la manovra contenuta nel Decreto-legge “iniqua e ingiusta” per i lavoratori dipendenti, soprattutto quelli pubblici, e per i pensionati per avere eluso la riduzione del prelievo fiscale sui redditi da lavoro e da pensione da compensare con una maggiore tassazione sui consumi voluttuari e di lusso e sulle rendite dei grandi patrimoni, nonché su quelle finanziarie e speculative, per non aver combattuto con mezzi più forti e incisivi l’evasione fiscale e contributiva e gli sprechi della Politica e causati dall’invadenza della stessa nella Pubblica Amministrazione. La manovra risulta oltremodo iniqua per i dipendenti pubblici che la dovranno subire, per gran parte del suo peso, sia in qualità di cittadini che in qualità di dipendenti dello Stato e delle Pubbliche Istituzioni.
Infatti, per previsione di legge, non si darĂ seguito al rinnovo dei contratti pubblici scaduti al 31 dicembre 2009, secondo il nuovo modello contrattuale. Inoltre, il provvedimento ha messo in essere una disciplina penalizzante in materia previdenziale e pensionistica, con particolare riferimento alla donne pubbliche dipendenti.
Infine, una questione emerge in tutta la sua complessità e problematicità ed è quella riguardante la tipologia dei tagli che le Regioni decideranno di prevedere nell’ambito delle voci di spesa dei propri bilanci.
La Confsal, che aveva espresso contrarietà sull’ipotizzato trasferimento di parte dei tagli ai bilanci regionali sui Ministeri, già gravati pesantemente dalla manovra finanziaria 2008, è fin d’ora impegnata affinché le Regioni effettuino la “correzione” dei conti con l’eliminazione degli sprechi e mettendo in essere le necessarie razionali economie di bilancio. In altri termini, la Confsal opererà con forza affinchè le Regioni non taglino le spese riguardanti i servizi pubblici essenziali, quali i trasporti pubblici, il sostegno alle famiglie bisognose, agli anziani e ai non autosufficienti e i contributi per gli asili -nido.
La Confsal, con le sue Federazioni, si è impegnata per rendere la manovra “almeno meno iniqua” per i lavoratori dipendenti e i pensionati, anche se la proposta governativa del maxi-emendamento e il ricorso al voto di fiducia per la conversione in legge del relativo Decreto hanno reso complicato il già difficile compito.
Infatti, la Confsal si è dovuta misurare in un contesto politico ed economico complesso in cui strappare, prima a livello governativo e poi parlamentare, una modifica sostanziale al testo è risultato alquanto difficoltoso. La Confsal, pur registrando nel testo del provvedimento approvato al Senato qualche significativa risposta positiva, come una maggiore flessibilità sul blocco delle retribuzioni dei pubblici dipendenti e la destinazione di economie di bilancio realizzate e certificate nel settore al ripristino del riconoscimento “economico” degli scatti di anzianità del personale del comparto della scuola, non può modificare la sua valutazione negativa sulla manovra nel suo complesso.
Tra l’altro, resta gravemente irrisolta la questione centrale del sostegno alla crescita economica, puntando soprattutto all’incremento della domanda interna, che, a parere della Confsal, dovrà essere improrogabilmente affrontata con la “Legge di stabilità finanziaria” di ottobre 2010.
Con l’approvazione parlamentare della manovra correttiva 2011-2012, si chiude un’altra fase politica della legislatura che ha palesemente penalizzato i lavoratori dipendenti, in particolar modo quelli pubblici, e i pensionati.
La Confsal ha da tempo indicato al Governo la strada per evitare in futuro che il Paese si ritrovi nelle condizioni di dover ancora rastrellare risorse con tagli lineari e iniqui alla spesa o peggio con condoni e nuova tassazione.
La stagione politico-sindacale della Confsal continuerà con maggior determinazione e rinnovato impegno sul fronte del contrasto all’evasione fiscale e contributiva, dell’eliminazione degli sprechi e delle illegalità della spesa pubblica, nonché delle riforme strutturali, a cominciare da quella del Fisco.
La Confsal è consapevole che fuori da questa prospettiva l’Italia non potrà ricostruire un sistema socio-economico coeso e competitivo con tutti i conseguenti gravi rischi sociali ed economici. Per il Governo i prossimi mesi della legislatura saranno decisivi per dare le dovute risposte al Paese, in termini di legalità , equità e sviluppo e questo impegno è molto di più di una manovra “prescritta” dall’Unione europea, decretata e blindata, con marcati tratti di iniquità e insostenibilità sociale.
Il Governo, in conclusione, dovrĂ obbligatoriamente trovare la forza politica per dare al Paese prospettive di legalitĂ , di equitĂ e di sviluppo economico e occupazionale: un impegno ineludibile e senza appello!
 di Marco Paolo Nigi – Segretario Generale Confsal
Il testo del maxiemendamento